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“L’Elmo di Archia” è una scultura monumentale ideata dall’artista Stefania Pennacchio, concepita come omaggio identitario alla città di Siracusa e alle sue origini mitologiche.

L’opera prende forma attraverso un elmo corinzio contemporaneo in bronzo patinato, installato su una base in pietra nel contesto di Porta Marina, Ortigia.

La scultura rievoca Archia di Corinto, fondatore mitologico di Siracusa, e le figure di Syra e Akousa, figlie di Archia, considerate dalla tradizione antica cofondatrici della città.

L’elmo non è celebrativo ma evocativo: presenta crepe, ammaccature e segni di battaglia che raccontano la dimensione tragica ed eroica del mito di Archia.

L’opera riflette sul rapporto tra memoria, identità e trasmissione culturale, reinterpretando la classicità attraverso un linguaggio contemporaneo.

L’opera nasce dalla volontà di restituire alla città di Siracusa una memoria simbolica delle proprie radici greche.

Attraverso l’elmo — elemento iconico della guerra, dell’eroismo e dell’identità antica — Stefania Pennacchio costruisce un ponte narrativo tra passato e contemporaneità.

La scultura affronta il mito non come semplice rievocazione storica, ma come strumento per interrogare temi ancora attuali: appartenenza, eredità culturale, conflitto interiore e costruzione dell’identità collettiva.

Le figure femminili di Syra e Akousa assumono inoltre un ruolo centrale nella rilettura dell’artista, diventando simbolo di una presenza femminile fondativa spesso marginalizzata nella narrazione storica tradizionale.

Grazie a Giuseppe Rosano
L’idea dell’Elmo di Archia nasce nell’inverno del 2024, mentre ero immersa nella realizzazione della mostra Ècate. La via del desiderio per il Parco Archeologico di Naxos/Taormina, curata da Angelo Crespi.
Tra le opere prendeva forma Apollo Ecatos: l’elmo di colui che, nella tradizione greca, colpisce da lontano.
Fu allora che Giuseppe Rosano, osservando quell’opera, pronunciò parole che sembravano già appartenere al destino: «Perché non ne realizzi uno per Siracusa? L’Elmo di Archia da mettere a Porta Marina ad Ortigia.»
Da quell’istante l’idea cominciò a respirare. L’elmo di Apollo divenne il seme di un nuovo racconto, dedicato ad Archia di Corinto, l’ecista che attraversò il mare seguendo un sogno e fondò Siracusa.
Collocato a Porta Marina, dove ogni approdo rinnova il dialogo tra terra e mare, l’Elmo di Archia invita ancora oggi a volgere lo sguardo verso l’orizzonte, là dove ogni città nasce prima come visione e solo dopo come pietra

Stefania Pennacchio Atelier
Via Dione 48
96100, Ortigia (SR)

 

Il mito di Archia

Secondo la tradizione antica narrata da Plutarco, Archia apparteneva alla famiglia aristocratica dei Bacchiadi di Corinto e fondò Siracusa attorno al 734 a.C.

Dopo la tragica morte del giovane Atteone, evento che segnò profondamente la città di Corinto, Archia lasciò la patria dirigendosi verso la Sicilia, seguendo l’oracolo di Delfi.

Guidato dalla profezia della Pizia, approdò nell’isola di Ortigia, dove nacque la futura Siracusa, destinata a diventare una delle più importanti città della Magna Grecia.